…spigolando su Google mi capita spesso di leggere recensioni o thread nei forum che riguardano La Mucca. Devo dire che la sostanza è quasi sempre molto positiva. Questa mattina ho letto una recensione pubblicata da un cliente in un sito dedicato alla ristorazione. Una recensione molto bella e sicuramente gratificante per me e per lo staff.
Anche i commenti entusiastici comunque capita che a volte mettano l’accento su qualche aspetto negativo, a volte magari si può anche trattare di osservazioni ingenerose, a volte sono osservazioni perfettamente condivisibili.
In questo caso le condivido, senza riserve. E proprio perchè le condivido le vorrei analizzare e spiegare dal mio punto di vista. Che poi, più in generale, è il punto di vista del ristoratore.
Il cliente ci recensisce con entusiasmo, parla dei cibi, dell’equilibrio dei sapori, dei vini, dell’ampiezza e qualità della carta dei vini, e lo fa anche denotando competenza. Osserva poi, giustamente, un servizio un pò lento in alcuni momenti ed un ambiente un pò caotico. Condivido. La spiegazione la trova comunque lui stesso: domenica a pranzo ed una domenica “campale” come la definisce lui stesso.
Questo è il punto: La mucca Golosa è un locale grande e quella domenica erano sedute per il pranzo più di duecento persone. Un pranzo alla carta con un menù che non è dei più facili da eseguire. In particolari condizioni purtroppo un certo rallentamento è possibile (ed anche il cliente non lo descrive con toni eccessivi) la situazione un pò caotica è inevitabile. La domenica escono le famiglie, bambini, ragazzi, di sicuro l’atmosfera non è raccolta. A me fa comunque molto piacere che in una situazione assolutamente estrema il cliente abbia in ogni caso elogiato la nostra cucina e la nostra impostazione. E vi assicuro che non è facile mantenere standard qualitativi alti lavorando sui picchi. Il risultato non è casuale, ma perseguito attraverso l’organizzazione ed il lavoro di tutti.
Però resta il rammarico di una critica giusta, ancor più rammarico in quanto la critica è corretta.
Ed è quindi un appello che vorrei fare: attenzione se cercate esperienze gastronomiche da vivere nel relax, in atmosfera soffusa beh, non sono i pranzi della domenica quelli da frequentare, soprattutto le domenica in cui per “congiunzioni astrali” favorevoli (partite, meteo, voglia di uscire dall’inverno) tutto il mondo decide di uscire. E’ chiaro che noi nelle situazioni di massimo affollamento vogliamo dare e, diamo, il massimo. E’ chiaro che non pensiamo minimamente che quei giorni siano i giorni in cui “bastonare” il cliente. Mantebere uno standard qualitativo alto in quei giorni è molto difficile, ma comunque solitamente ci riusciamo. Ci riusciamo perchè lo vogliamo con determinazione e ci organizziamo con anticipo per farlo. E ci è capitato più di una volta di rinunciare ad aprire una sala, e quindi di mandar via clienti, perchè non eravamo preparati per un carico di lavoro superiore al previsto.
Ma nei momenti di massimo afflusso, durante i pranzi domenicali da assalto all’arma bianca, l’ambiente caotico, purtroppo è inevitabile. D’altronde un locale come il nostro ha queste caratteristiche. Se si cercasse un locale con la medesima offerta gastronomica ed enologica non impostato per accogliere anche grandi quatità di ospiti si troverebbero locali molto ricercati dove i prezzi lieviterebbero oltremodo. Non che noi si sia un locale economico. ma sicuramente siamo un locale corretto nei prezzi. E tale vogliamo restare.
Ma escluse alcune date topiche da noi si pranza e cena con la massima calma e si è serviti con sufficente accuratezza (certo non quella di un ristorante stellato, ci mancherebbe), nei giorni della settimana, durante i pranzi del sabato, estremamente tranquilli, ed anche nelle domeniche non eccessivamente affollate.
Il nostro è un locale dove si può pranzare anche con 12/15 euro (giuro ho presentato io conti con queste cifre e non pochi), ma dove si possono spendere anche 800 euro per una bottiglia di vino o 45 euro per una fiorentina particolarmente “pesante” o 25 euro per un piattino di prosciutto iberico di pata negra con 36 mesi di stagionatura. E quando si accolgono nello stesso insieme estremi così lontani la coperta, come dico sempre io, è inevitabilmente corta. Questo è un locale assolutamente informale, ricco di ricercatezze in alcuni, molti, dettagli, ma assolutamente informale e scanzonato.
Mi piace dire che è l’evoluzione di una osteria e non l’involuzione di un ristorante. ( E resta il consiglio: godetevi i giorni della settimana dove questo locale può risultare addirittura elegante e raccolto!)
Perchè non è sempre domenica.
A seguire vi allego anche la recensione del cliente, almeno così si capisce di cosa abbiamo parlato!!
Giudizio servizio: 6
Giudizio cucina: 7
Giudizio ambiente: 7
Recensione: Il
locale che non t’aspetti, in riva al Lago di Bracciano. Grandi numeri (circa
duecento coperti, con molti tavoli all’aperto con vista lago nella bella
stagione) e, nonostante questo, grande qualità. Un menù molto ampio in cui
convivono piatti di formaggi e affettati (locali, toscani e spagnoli), carni e
pesce alla brace e proposte più ricercate: unico comun denominatore,
l’attenzione alle materie prime.
Una carta dei vini (e delle birre) che non sarà quella
della Pergola ma poco ci manca, sicuramente tra le più complete e ben fatte del
Lazio. Al suo interno si possono pescare grandi rossi francesi, un’infinità di
bottiglie dall’ottimo rapporto qualità prezzo un po’ da tutt’Italia, diversi
biodinamici, vini dolci, grappe e distillati di pregio, con ricarichi
impensabili se confrontati a quelli di tanti noti ristoranti romani.
Noi ci siamo andati una domenica a pranzo, mangiando
molto bene e scontando solo una certa lentezza nel servizio, probabilmente
dovuta alla giornata campale. Abbiamo optato per la <I>formula
osteria</I>: antipasto, primo, secondo e dessert a 29 euro, da scegliere
liberamente da una lista ridotta ma comunque abbastanza ampia, che potete
consultare sul loro sito internet. Abbiamo bevuto una bottiglia di San
Pellegrino non conteggiata alla fine e una <I>Nora</I>, la “birra
egizia” del birrificio Le Baladin (14,5 euro, 75cl.).
Iniziamo dividendoci dei discreti <B>salumi rustici
al piatto</B> – lonza, salame, mortadella ed un ottimo prosciutto – e
delle <B>polpette fritte di baccalà con passata di ceci di Gradoli,
cavolfiori e colatura di alici</B>. Le polpettine sono sorprendenti, un
piatto veramente ben costruito: il sapore rustico e salato delle del baccalà
ingentilito dalla delicatezza della vellutata di ceci e dal cavolfiore.
Come primi, una <B>carbonara allo Stilton con pasta
Setaro</B>, piatto fatto secondo la tradizione – pasta al dente, giusta
quantità di guanciale e tanto formaggio a dargli un sapore più deciso -, e
delle <B>linguine pollo, polpo & peperoni</B> che ho apprezzato
molto. Mi sono distratto un attimo e mi hanno sottratto il piatto a metà di una
goduriosa scarpetta…
I secondi sono entrambi alla brace ed entrambi
accompagnati da una patata alla griglia (un po’ cruda la mia): uno
<B>spiedino di polpette</B> e un <B>trancio di maialino in porchetta</B>.
Cotenna, grasso e parte magra ben speziata: consigliato a chi non ha paura
delle calorie in eccesso.
Dopo un’attesa forse eccessiva per richiamare
l’attenzione dei camerieri, la dolce chiusura con un abbondante e corposo
<B>tiramisù in tazza</B>, promosso a pieni voti, ed una
<B>mousse di cioccolato caraibico con gelato di tozzetti</B> molto
buona: uno strato di gelato carico di pezzetti di biscotto, uno di mousse,
piccole palline di cioccolato e una spolverata di cacao di cui avrei fatto a meno.
Conto di 72,5 euro: 58 euro i due menu osteria, 14,5 per
la bottiglia di birra. Nessuna traccia dell’acqua e del cestino di fragrante
pane di Lariano che ci hanno portato due volte.
Si mangia (e beve) bene e si spende, se non proprio poco,
il giusto. Il servizio è simpatico e informale, anche se nel nostro caso lento,
l’ambiente un po’ caotico ma con il bonus della vista sul lago e dello spazio
all’aperto. Tra tutti i motivi possibili per venire qui trovate il vostro,
perché la “Mucca Golosa” merita una visita.
Prezzo: 36