Articoli marcati con tag ‘bottiglia’

Il Brunello (quello vero)…

Sabato, 17 Maggio 2008

Voglio dimenticare gli Antinori, i Frescobaldi e i Banfi, grandi nomi dell’enologia italiana secondo molti……… Al centro dello scandalo dei Brunelli taroccati ( e non per caso…..).

Li voglio dimenticare riportando una breve intervista di un grande (vero) di Montalcino: Gianfranco Soldera, sconosciuto ai molti, ma se volete bere un vero, grande, immenso Brunello ricordatevi questo nome. (more…)

Eppure ai Castelli………

Lunedì, 24 Marzo 2008

Un amico, cui fuor di retorica serberò eterna riconoscenza, mi ha fatto assaggiare un vino emozionante.

La bottiglia era coperta, non sapevo cosa stavo bevendo. Mai avrei pensato si trattasse di un vino laziale. Prodotto, vinificato ed imbottigliato nel comune di Roma. Nel 1977 dal principe Boncompagni Ludovisi da uve semillon.

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Regalatevi un grande ristorante. Ogni tanto

Mercoledì, 10 Ottobre 2007

Dalla casalinga di Voghera al tassista di Fiumicino tutti hanno la propria opinione su Gianfranco Vissani.

Negativa di solito.

Ma quanti hanno realmente provato la sua cucina, quanti si sono seduti nel suo ristorante?

Pochi, pochissimi, se parliamo in termini di rilevanza statistica potremo azzardare: nessuno.

Parlo di Vissani perchè è un nome noto a tutti, simbolo totemico, catalizzatore di tutto il bene, ma soprattutto il male, che si possa dire dell’alta ristorazione.

Parlo di lui, ma intendo tutti i nostri grandi ristoranti di primissima fascia.

La gente comune, cioè noi, non frequenta questo tipo di ristorazione.

E’ cara, carissima, troppo costosa. Si dice.

E’ cara è vero, come sono care tutte le cose belle (una bella macchina, una bella casa, una bella vacanza) e molti non potranno, purtroppo, mai permettersela. Ma altri, moltissimi potrebbero. Potrebbero come possono permettersi un paio di occhiali griffati, un jeans con qualche pecetta sul culo, una borsetta comprata in via Condotti, un telefonino con tre macchine fotografiche e la suoneria da 130 watt, una bottiglia penosa pagata 300 euro in discoteca.

Potrebbero permetterselo una volta l’anno, o di quando in quando. Ma non lo fanno.

Perchè dai nostri grandi ristoratori la gente comune non va.

E così pochi sanno che una cena in questi locali è, solitamente, un’eperienza affascinante, per il palato, ma per tutti i sensi in generale.

Si ha il piacere e la fortuna di gustare sapori indimenticabili e di essere accolti e serviti con stile e modi impareggiabili.

Una cena in un grande ristorante è un grande spettacolo che si ha l’opportunità di vivere da protagonisti, una rappresentazione teatrale vissuta direttamente dal palco.

Un attimo della nostra vita in cui non siamo gente comune, ma grandi signori.

E che sapori….

Credetemi ne vale la pena, anche a costo di qualche sacrificio.

Ma se non mi credete pazienza.

Vi potrete sempre consolare parlando (male) di Vissani mentre assaporate un crudo di pesce (probabilmente congelato all’origine, ma voi tanto non lo sapete) .