Che bel vino il Pajorè
Ho la fortuna di essere persona capace di apprezzare le gioie del vino. E’ una fortuna ve lo assicuro, conosco tanti bevitori distratti per i quali il vino è solo un liquido alcolico, uno vale l’altro, o giu di li. Mi dispiace per loro, e anche per voi se appartenete a quella genìa. ma non disperate c’è sempre possibilità di riscatto!
Preambolo necessario per introdurre il vero argomento: Barbaresco Pajorè Suran 2004 cantina Rizzi. Treiso provincia di Cuneo.
Le Langhe. Una delle due o tre zone, nel mondo, a maggiore vocazione vitivinicola.
Un vino meraviglioso, di una eleganza discreta, profonda, che non richiede sfoggio di muscoli, una magnifica interpretazione della denominazione, Barbaresco, certamente meno austera, meno scura, più sinuosa del Barolo. Al momento il mio vino dell’anno.
E un’occasione per parlare dell’uva Nebbiolo, l’uva del Barolo e del Barbaresco, ma anche l’uva di magnifici vini freschi senza pretese di invecchiamenti ultra decennali, da bere con gioia, semplicità ed estrema piacevolezza. Anche accompagnando piatti discretamente importanti
Domandina: Quanti di voi hanno mai bevuto nebbiolo in purezza?
Purtroppo temo di conoscere la risposta.
Purtroppo il nebbiolo è un’uva che “non va di moda”; poco se ne parla, poco se ne beve, oscurata dalle mode del momento, ora il nero d’avola, ora il syrah, ora il merlot,ora il morellino di Scansano, ora qualche improbabile vitigno autoctono. Pazienza, ma è un peccato perchè, e ne sono profondamente convinto, la valorizzazione dei nostri giacimenti enogastronomici passa, in primo luogo, attraverso l’effettiva e definitiva consacrazione dei veri fuoriclasse.
Il Pajorè Suran 2004 è uno di questi.
Tag: Barbaresco, barolo, Nebbiolo, Pajorè, Pajorè Suran, Suran, vino
9 Marzo 2008 alle 13:50
ok, sto per scrivere una cosa chiaramente non inerente al post in sè per sè.
Ho ritrovato questo ristorante dopo anni. ci andavo con i miei da piccola.
è un posto meraviglioso.
Novo.